Una pratica settimanale di spontaneità e narrazione.
Una classe ogni Martedì sera di training all’interpretazione spontanea, ascolto profondo, condivisione di sé, rispecchiamento delle emozioni ed uso del corpo e voce.
Cos’è il Playback Theatre?
Il Playback Theatre è una forma di teatro improvvisato in cui i membri del pubblico raccontano le loro storie personali e le guardano mentre vengono rappresentate sul momento.
In un processo ritualizzato, utilizzando corpo, voce e musica, lə attorə restituiscono e onorano ogni storia. Un narratorə dopo l’altrə, le persone tra il pubblico fanno esperienza di uno spettacolo fatto dalle proprie storie.Gli artisti non seguono alcun programma narrativo ma utilizzano le loro abilità drammatiche e la loro umanità per incarnare sul palco le tematiche e le esperienze dei membri del pubblico. Per i performer, il Playback Theatre offre un'opportunità di creatività e connessione, improvvisazione e presenza.
Viene definito teatro di comunità, poiché è fatto dalle persone per le persone. Non c’è finzione, non c’è un’agenda ma pura co-creazione. Può essere applicato in vari ambiti come strumento di ascolto delle comunità (scolastico, clinico, sociale, attivismo, di crescita personale e business).
Il corso di formazione
L’appuntamento settimanale con il Playback Theatre ha due funzioni: imparare il metodo e darci l’opportunità di avere una pratica regolare con l’espressività, la condivisione di sé e l’ascolto. Questo corso avrà quindi il doppio scopo di formazione e di spazio in cui avere un’esperienza personale trasformativa.
Questo è l’unico corso di formazione certificato a Torino. Alla fine del corso ci sarà una performance pubblica e si riceverà il certificato di completamento del training - Livello 1. Il Playback Theatre è un'opportunità di condivisione storie reali senza pianificazione, senza alcuno scopo se non quello di condividere ciò che è presente con noi qui e ora, emergente dal momento presente.
Questa tecnica rivela in modo naturale e spontaneo la consapevolezza “nascosta” dietro le esperienze quotidiane di ognuno, utilizzando le storie come mezzo per connettere le persone.
Tutto quello che ti serve per partecipare:
QUANDO
Ogni martedì 20:15 - 22:15, da fine Settembre 2026 a fine Maggio 2027.
DOVE
Casa Giglio
Via Cappel Verde 2, Torino
PER CHI
Pratica aperta a tuttə. Non è necessaria alcuna esperienza di teatro.
COSA PORTARE
Abiti comodi, bottiglia d’acqua e calze spesse. Voglia di mettersi in gioco, sperimentare, ascoltare e raccontare.
CONTRIBUTO
Una scala di prezzi inclusiva, da 390 € (solo due disponibili!) a 620 €, permette a ciascunə di partecipare secondo le proprie possibilità.
PRENOTAZIONE
I posti sono limitati. Lezione di prova martedì 22 Settembre 2026 h 20.15
Prontə a partecipare?
Informazioni pratiche
Domande frequenti
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Sì! Il Playback Theatre non ha nulla a che vedere con la recitazione. Al contrario, è basato sull’espressione spontanea di sé, senza tecniche da imparare, personaggi da costruire o copioni da memorizzare. E’ improvvisato al 100% e basato sulla connessione empatica con il pubblico.
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No. E’ una forma d’arte e la pratichiamo come strumento di costruzione di comunità. A volte può avere effetti terapeutici ma le sessioni non sono condotte con questo scopo.
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No. Il Playback Theatre è liberatorio perchè il focus non sono i performer ma le persone che raccontano una storia. E’ un lavoro di squadra e non ci sono “star” o protagoniostə.
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Abiti comodi che ti permettano di muoverti liberamente. Ci si muove molto e le calze spesse aiutano con il pavimento a volte un pò freddo.
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Sì. Lo spazio è aperto a tuttə: basta avere un corpo e la voglia di sperimentare, nel rispetto dei propri tempi, del proprio corpo e delle proprie possibilità.
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Certo! Nel Playback Theatre parte della restituzione è fatta da musicisti che improvvisano con strumenti o con la propria voce.
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No. Lo scopo non è far ridere o piangere ma restituire la storia così com’è stata raccontata. Tutte le storie sono benvenute: divertenti, tristi, dolorose, scomode, gioiose, speranzose, e così via.
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Non necessariamente. In quanto performer dobbiamo avere una certa disposizione all’ascolto delle storie altrui e all’apertura ma non è nostra responsabilità far star meglio gli altri.
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Sì! Parte del lavoro sulla spontaneità è partecipare ad esercizi di riscaldamento pazzi e divertenti, in cui si rompre il ghiaccio e si entra in contatto con sé e con gli altri attraverso il divertimento ed il gioco.
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Sì. L’improvviszione è l’arte di muoversi nel mondo senza seguire un piano ma rispondendo a ciò che ci si presenta davanti con appropriatezza. E questo è raggiungibile con una buona dose di allenamento alla presenza.
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No. Il livello 1 abilita solo all’essere performer. Ci sono altri livelli di formazione che abilitano all’insegnamento.
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E’ una forma di teatro completamente improvvisato in cui si mettono in scena le storie personali condivise dal pubblico. E’ un teatro che fa bene, crea comunità e riflette. C’è musica, voce, corpo e anima.
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Presso Casa Giglio, in via Cappel Verde 2 a Torino (quarto piano).